FALSE CREDENZE

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Quando si parla di depressione bisogna fare i conti con falsi miti e preconcetti che riguardano sia il malato che le persone che gli stanno accanto.

Ancora oggi sono in molti a credere che il calo del tono dell'umore, la sensazione di tristezza e di inutilità, la perdita della capacità di iniziativa, siano solo aspetti del carattere di una persona, senza rendersi conto che possono invece rappresentare i sintomi d’esordio di una vera e propria malattia. Una delle prime reazioni dei familiari quando la depressione si manifesta e viene diagnosticata può essere quella di negare a sé stessi la presenza di una reale patologia, o quella di pensare di poter affrontarla senza le adeguate cure mediche.

false credenze

Per guarire sarebbe sufficiente solo uno sforzo di volontà

Curare la depressione non è una questione di “forza di volontà” e non si può affrontare semplicemente tra le mura domestiche, ritenendo che si possa curare senza l’aiuto di adeguate cure mediche.

È sempre causata da eventi scatenanti

Eventi traumatici come un lutto o la fine di una relazione amorosa possono essere causa scatenante della depressione: tuttavia non sempre è così. Esistono infatti cause biologiche della depressione che non sono ancora state pienamente comprese. Chi ha subito importanti cambiamenti nella propria vita, come un trauma o uno stress molto forte, presenta una maggiore probabilità di ammalarsi, ma spesso la malattia esordisce anche in assenza dei suddetti fattori di rischio.

Parlarne non fa che peggiorare la situazione

Purtroppo molte persone ancora credono che non parlando e non affrontando la malattia, questa possa risolversi da sola. Far finta di niente o sottovalutare i sintomi, invece, non fa che peggiorare la situazione. Per i familiari avviare una conversazione con la persona malata può rivelarsi invece molto utile e costruttivo. L’importante è far sentire a suo agio chi si ascolta, senza giudicare. Questo può essere il primo passo per convincere la persona depressa ad affidarsi ad uno specialista.

Non fidarsi dello specialista psichiatra

Uno dei pregiudizi, ancora molto frequenti, riguarda la figura dello psichiatra. Lo stigma che accompagna le persone affette da disturbi mentali è difficilmente superabile anche a causa delle false credenze che si sono costruite intorno a questa figura medica. La fiducia nello specialista psichiatra e nelle sue indicazioni può essere di enorme importanza nella vita dell’individuo che soffre di depressione.

Dipendenza dalle cure

Un altro pregiudizio è che gli psicofarmaci siano dannosi o che possano causare dipendenza. Come per tutte le altre patologie, seguire le terapie prescritte dallo specialista nei modi e nei tempi corretti è indispensabile e sicuro per il paziente. Bisogna affidarsi alle decisioni del proprio medico anche per quanto riguarda l’interruzione, l’eventuale assunzione di nuovi farmaci e/o l’inizio di un percorso psicoterapico: sarà lui ad individuare la giusta strada da intraprendere.

È solo stanchezza

La riduzione delle energie spesso non viene considerata tra i sintomi della depressione, nonostante sia tra i più comuni. La persona depressa perde la sua vitalità, appare come spenta, fa fatica a compiere le azioni e riesce a portare avanti le solite attività spesso al prezzo di grandi sforzi. Anzi, talvolta è addirittura costretta a interromperle del tutto, perché non è più in grado di realizzarle.

Non c’è più desiderio a causa di una terza persona

Il calo del desiderio è frequentemente un sintomo precoce della depressione: sono comuni le modificazioni della sfera sessuale e in particolare il calo o la perdita della libido. Questo comporta il diradarsi dei rapporti sessuali fino ad arrivare talvolta ad una totale astinenza sessuale. La depressione può anche comportare nell'uomo un deficit erettile e nella donna difficoltà, ritardo o totale assenza di orgasmo oppure dolore o fastidio durante i rapporti sessuali.

Fonti
La salute mentale in Italia. Libro bianco 2019, Fondazione Onda. Franco Angeli Editore
Manuale di psichiatria, A. Rossi, M. Amore, B. Carpiniello, A. Fagiolini, G. Maina, A. Vita. Ed. Edra
 
 
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