COSA FARE E COSA NON FARE

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Vivere accanto a una persona che soffre di depressione non è semplice. Per questo, anche i familiari della persona malata vanno supportati da un professionista  o specialista per imparare a gestire la quotidianità nel miglior modo possibile.

Una delle problematiche più diffuse è la “chiusura” della famiglia nei confronti dell’esterno, pensando di riuscire a portare da soli il fardello della malattia. In questo modo, però, si corre il rischio di ritrovarsi coinvolti nel vortice dei disturbi della persona depressa, e provare sentimenti di inadeguatezza, irritazione e sensi di colpa.

cosa fare

COSA FARE

  • Spronare il proprio caro a rivolgersi al medico di medicina generale o ad uno specialista se si sospetta che possa essere affetto da depressione.
  • Rivolgersi a un’associazione di pazienti e familiari per avere un supporto, chiedere suggerimenti, condividere le proprie esperienze e difficoltà.
  • Vigilare con discrezione affinché la persona depressa segua il programma terapeutico nelle giuste modalità e non sospenda autonomamente i farmaci in un momento di benessere.
  • Informarsi presso lo specialista, oppure il medico di famiglia, sugli effetti collaterali dei farmaci affinché sia possibile riconoscerli e ridurne l’impatto, quando possibile.
  • Aiutare il proprio familiare affinché mantenga una routine quotidiana che includa momenti di autonomia, indispensabili ma non scontati per una persona che soffre di depressione come lavarsi, indossare abiti puliti, mangiare.
  • Offrirsi di occuparsi delle incombenze relative alla gestione della malattia e della quotidianità.
  • Informare i medici in caso di visite relative ad altri disturbi di salute collegati o meno al disturbo depressivo.

COSA NON FARE

  • Non esortare all'ottimismo a ogni costo, con il rischio di ottenere l’effetto opposto, con un peggioramento dello stato di sconforto.
  • Evitare di dire “sono stato depresso anche io” o fare paragoni con altre persone. Sia che vivano situazioni simili che diametralmente diverse da chi pure combatte la depressione non conta: il paziente ha solo bisogno di parlare di sé e confrontarsi con il proprio personale disturbo.
  • Non spronare a ogni costo le persone depresse a prendere decisioni importanti, perché spesso non sono nello stato d’animo adatto.
  • Non sottovalutare il rischio di suicidio: è necessario sfatare il mito secondo cui “chi ne parla poi non compie l’atto”, anzi: esprimere questa ideazione rappresenta un campanello d’allarme da non sottovalutare.
  • Non trascurare la propria vita personale: chi assiste un malato di depressione ha la tendenza ad annullarsi, ma questo può solo peggiorare sia la vita del caregiver che quella della persona depressa, la quale col tempo svilupperà una forma di dipendenza verso la persona a lui più vicina.
  • Esortarlo ad astenersi dall'assunzione di bevande alcoliche, in qualsiasi quantità.
Fonti
National Institute of Mental Health (www.nimh.nih.gov)
Viaggio nella depressione, C. Mencacci, P. Scaccabarozzi, Franco Angeli/Self-Help
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