A CHI RIVOLGERSI

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Riconoscere ed accettare la depressione non è semplice: i dati ci dicono che, ancora oggi, trascorre oltre un anno e mezzo tra la comparsa dei primi sintomi e la decisione di rivolgersi a un medico, e ne occorrono circa due prima di ricevere una diagnosi corretta. In ogni caso, quando i sintomi determinano un importante stato di disagio e ridotta funzionalità in tutti gli aspetti della vita, a prescindere dal loro tempo di insorgenza, il primo passo è rivolgersi al proprio medico di medicina generale.

Il medico di medicina generale: il primo riferimento

Per affrontare al meglio un corretto percorso di cura è fondamentale un confronto sincero con il proprio medico di famiglia, al fine di favorire la raccolta del maggior numero di informazioni possibili, senza trascurare gli avvenimenti che possono aver scatenato il disagio. I dati ritenuti più rilevanti lo aiuteranno ad effettuare una prima valutazione dei sintomi e a decidere la più corretta strategia terapeutica. Nel caso di disturbi lievi, il medico di medicina generale può decidere di prescrivere una terapia (farmacologica e/o psicoterapica), mentre nel caso di forme più gravi, può indirizzare il paziente ad uno specialista psichiatra. 

Gli specialisti in psichiatria

Gli specialisti in psichiatria operano in svariati contesti e modalità, sia attraverso visite private a carico del paziente che in regime ambulatoriale in strutture pubbliche. A tal proposito, stanno aumentando nel nostro Paese i cosiddetti Servizi Territoriali dei Dipartimenti di Salute Mentale, dotati di un team di specialisti, psicologi, infermieri, educatori presenti in maniera stabile per assicurare ai pazienti un punto di riferimento. Rivolgersi a un centro che vanta un’equipe multidisciplinare può risultare particolarmente vantaggioso nel caso di pazienti anziani, considerando la probabilità di concomitanza della depressione con patologie organiche molto diffuse tra questa popolazione. 

Le cure: dove eseguirle

La terapia per ciascun paziente viene messa a punto sulla base dello stato della malattia, dello stile di vita, della tollerabilità verso la terapia prescritta e, se presente o manifestato, dell’eventuale rischio di suicidio, un aspetto drammatico da non sottovalutare quando si affronta il tema della depressione.

Le cure farmacologiche, prescritte dal medico di base o dallo specialista, vengono generalmente proseguite a domicilio, mentre la terapia psicologica può essere eseguita privatamente oppure in Centri territoriali per la salute mentale. 

Talvolta durante la terapia psicologica, il paziente viene anche monitorato dal punto di vista farmacologico. 

Infine, nei casi più gravi, come una depressione resistente a diverse linee terapeutiche intraprese o nel caso di un’ideazione o tentativi suicidari, può essere necessario il ricovero ospedaliero. Durante la degenza vengono attuate appropriate strategie farmacologiche e, se necessario, psicologiche per attenuare la sintomatologia di fase acuta e ridurre il rischio di ricadute nei mesi successivi. Il momento della dimissione normalmente prevede un passaggio di consegne tra lo psichiatra ospedaliero e lo specialista territoriale o il medico di base, al fine di favorire la continuità della cura.

Fonti
Viaggio nella depressione. Esplorarne i confini per riconoscerla e affrontarla, G. Mencacci, P. Scaccabarozzi. Franco Angeli/Self-help
La salute mentale in Italia. Libro bianco 2019, Fondazione Onda. Franco Angeli Editore
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