CAUSE

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Negli ultimi decenni, il costante e inesorabile aumento dell’incidenza della depressione ha favorito e stimolato in maniera determinante la ricerca in ambito neuropsichiatrico al fine di comprendere le cause della malattia e individuare nuove modalità diagnostiche e terapeutiche. 

La complessità della depressione è determinata dalla sua natura multifattoriale, condizionata da fattori biologici, psicologici e ambientali. Le ricerche scientifiche hanno evidenziato che una predisposizione genetica può aumentare la probabilità di insorgenza della patologia nell’arco della vita: difatti la familiarità, in particolar modo di primo grado, aumenta il rischio di episodi depressivi. Si calcola che l’ereditarietà del disturbo oscilli tra il 40 e il 50%.

Questo dato costituisce un importante punto di partenza per ulteriori ricerche che hanno l’obiettivo di individuare geni e fattori alla base della malattia. Nel corso degli anni, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie di ricerca, sono stati studiati diversi possibili bersagli biologici, come candidati a fornire una spiegazione circa la genesi dei disturbi depressivi.

Storicamente, anche grazie al parallelo sviluppo della psicofarmacologia, il sistema di neurotrasmettitori quali serotonina, noradrenalina e dopamina è stato considerato di primaria importanza nella spiegazione circa l’insorgenza della malattia con numerose ricerche a sostegno. Ulteriori studi hanno evidenziato che i pazienti affetti da depressione possono presentare alterazioni neuroendocrine, e le più documentate risultano essere quelle a carico delle ghiandole surrenali e della tiroide. Non devono essere sottovalutate come possibili cause del disturbo depressivo anche le variazioni nel rilascio di ormoni come prolattina e melatonina con un diretto effetto sul ciclo sonno-veglia.

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Tra le altre cause della malattia, rivestono un ruolo determinante anche fattori stressogeni, malattie organiche e farmaci, che agiscono in combinazione. Tuttavia, la sintomatologia depressiva può insorgere anche in assenza delle suddette cause. Di contro, avvenimenti drammatici o cambiamenti radicali nella vita dell’individuo, come un lutto, una separazione, un divorzio, o più in generale la rottura di legami significativi, la perdita del lavoro, problemi economici, possono scatenare l’esordio di episodi depressivi.

Giocano un ruolo importante nella manifestazione di stati depressivi anche alcuni fattori che fanno parte della personalità dell’individuo, come la scarsa stima di sé, la tendenza al pessimismo e alle preoccupazioni, che possono contribuire allo sviluppo di una instabilità emotiva e di una minore capacità di adattamento allo stress. 

Come accennato in precedenza, i disturbi depressivi possono essere indotti o scatenati da alcune terapie farmacologiche, come farmaci oppiacei, antalgici, terapie ormonali o ancora da patologie come quelle cardiache, il diabete, il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, il declino cognitivo e alcune malattie reumatiche autoimmuni quali l’artrite reumatoide. 

Infine, anche l’abuso di alcol e l’uso di sostanze stupefacenti può scatenare l’insorgere della patologia depressiva.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica e gli studiosi hanno spostato l’attenzione sui meccanismi di interconnessione tra le cellule cerebrali. Oggi una delle ipotesi maggiormente studiate per spiegare la causa dei disturbi depressivi riguarda proprio lo squilibrio di alcuni fattori neurotrofici, tale filone di ricerca prende comunemente il nome di “teoria della neuroplasticità”.

Fonti
Manuale di psichiatria, A. Rossi, M. Amore, B. Carpiniello, A. Fagiolini, G. Maina, A. Vita. Ed. Edra www.salute.gov.it, Sezione disturbi psichici
La salute mentale in Italia. Libro bianco 2019, Fondazione Onda. Franco Angeli Editore
Depression and endocrine disorders: focus on the thyroid and adrenal system, Musselman DL, Nemeroff CB. Br J Psychiatry Suppl. 1996 Jun;(30):123-8
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